Perché il bio è vera salvaguardia del territorio e della salute degli animali allevati

Si parla da molto tempo di biologico, ma in termini tutto sommato superficiali: è buono, fa bene alla salute, non contiene fitofarmaci e concimi chimici, e per questo se ne sta allargando il consumo anche in GD. Tutto questo è vero.

Tuttavia ci sono anche ragioni etiche che stanno alla base delle produzioni biologiche forti e profonde, che costituiscono una vera filosofia di vita, fondata sul rispetto del pianeta e degli animali.

Le radici di quello che è oggi il mondo della produzione primaria e della trasformazione biologica risalgono a oltre 100 anni fa, al pensiero di Rudolf Joseph Lorenz Steiner, fondatore dell’antroposofia e propugnatore di quella che oggi è definita agricoltura biodinamica.

Ci sono stati poi decine e decine di illuminati “padri fondatori” in tutto il mondo, la cui azione ha condotto alle norme e alle leggi che oggi regolano la produzione primaria e la trasformazione biologica sull’intero pianeta.

Fra questi occorre citare l’italiano Gino Girolimoni, pioniere visionario, dalla cui tenace volontà è nata la cooperativa Alce Nero, oggi attivissima nel comparto.
La biografia a lui dedicata da Massimo Orlandi si intitola “La terra è la mia preghiera”!
Un titolo che esprime davvero l’intensità della sua visione.

Vediamo quali norme fanno del biologico una irrinunciabile scelta etica.

Molti di noi hanno certamente avuto modo di vedere in TV i servizi su stalle e allevamenti modello.
Saranno pure dei “modelli”, ma si vedono centinaia di mucche, o migliaia di galline stipate in spazi molto ridotti.

Sapete invece quante mucche da latte biologico si possono allevare su un ettaro di terra? La cifra vi stupirà: 2 mucche da latte!
E’ quanto recita l’Allegato IV dell’attuale legge sul bio: Regolamento Europeo (CE) N. 889/2008 del 5 settembre 2008.

Straordinario, vero? Ma quale ragione c’è dietro questa scelta?

Semplice: se devo davvero salvaguardare il territorio, calcolo il numero degli animali per ettaro di territorio in base alle loro deiezioni.
Avete capito bene: ciò che decide è quanta cacca fanno gli animali in un anno solare.

Poiché un terreno è mediamente in grado di assorbire 170 kg di azoto/he/anno, si fa il conto a ritroso sulla base delle deiezioni medie dell’animale e il gioco è fatto!

Così possiamo renderci conto di quanto sia grande l’inquinamento degli allevamenti intensivi. I loro liquami si riversano, incontenibili, nei terreni, nei corsi d’acqua e quindi poi nel mare, e persino nelle falde acquifere, come abbiamo appreso numerose volte dai quotidiani.

L’allevamento biologico è invece l’unica, al momento, modalità di vera salvaguardia del territorio, come affermato nel titolo.

Il bio tutela la salute degli animali.

Come staranno le 2 mucche su un ettaro? Un po’ al largo, forse.
Sicuramente staranno molto meglio di quelle chiuse nelle stalle modello, imprigionate in box che le contengono a malapena.

E sicuramente, già solo per questo fatto, per il ridotto stress, la loro salute sarà preservata senza l’uso massiccio di antibiotici e altri farmaci, come invece avviene sovente negli allevamenti intensivi, e il loro latte sarà più buono.

Avete ancora dubbi sulla validità del sistema biologico?