Il pepe verde è il frutto aromatico e piccante del Piper nigrum un arbusto originario delle coste meridionali dell’India e dell’arcipelago della Malesia; viene coltivato nelle regioni tropicali dell’Asia, dell’Africa e dell’America. Proviene dalla stessa pianta del pepe nero, bacca più comune e conosciuta che viene colta e fatta essiccare al sole; il pepe verde invece, viene raccolto prematuramente, quando le bacche sono ancora acerbe e di colore verde, successivamente vengono trattate con il biossido di zolfo per conservare il colore e possono essere conservate in salamoia.

Il pepe nell’antichità era considerato erroneamente un afrodisiaco, era considerato molto pregiata ed il suo costo era elevato tanto che nel Medioevo veniva utilizzata come merce di scambio molto pregiata. Divenne importante quasi come l’oro, il pepe riveste da sempre un ruolo molto importante nella tradizione culinaria di tutto il mondo. Fino al XVI secolo l’uso del pepe era riservato alle classi elevate, visto il pregio di questa spezia, successivamente, con l’arrivo di specie meno pregiate e l’apertura delle nuove vie commerciali, entrò nella cultura popolare diventando un ingrediente fondamentale. In cucina viene da sempre utilizzato non solo per insaporire i piatti, ma anche come elemento aromatizzante caratteristico di formaggi e bevande donando loro caratteristiche e sapore che li caratterizzano.

Le proprietà del pepe verde sono pressoché uguali a quelle del pepe nero, dato che derivano entrambe dalla stessa pianta. Già in passato venivano sfruttate le caratteristiche anti-fermentative ed antisettiche per la conservazione degli alimenti. Il pepe verde favorisce la digestione, in quanto il pizzicare viene percepito anche dallo stomaco; possiede proprietà febbrifughe, ovvero è in grado di far passare la febbre ed è antibatterico.

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