La salsa rossa o rubra o ketchup, sebbene sia sovente considerato prodotto statunitense per eccellenza, è di derivazione cinese o malese (originariamente intingoli a base di pesce e soia), e subì diverse trasformazioni nel tempo fino ad arrivare all’odierna preparazione.

Alla fine del XVII secolo i mercanti inglesi e olandesi lo importarono in Europa e nel frattempo dalla salsa era stata eliminata la soia e aggiunti l’aceto, le acciughe salate, la noce moscata e chiodi di garofano.
Ma non era ancora salsa rossa; il pomodoro fu un contributo del nuovo mondo, quando alcuni cuochi iniziarono a utilizzare il pomodoro per produrla, e la salsa diventò Tomato-Ketchup. Così modificata tornò in Europa agli inizi del secolo XIX.

In Italia Cirio, fonda il primo stabilimento di produzione della salsa rubra-Ketchup a Torino alla metà dell’Ottocento.
La sua ricetta non è altro la versione industriale del Bagnet Ross, tipica preparazione del Piemonte a base di pomodoro e peperone, che si discosta notevolmente sia per gusto sia per ricetta dal ketchup americano; nato per accompagnare il bollito misto alla piemontese, che classicamente è fatto da almeno 7 tagli bovini e accompagnato da almeno 4 salse, una delle quali è appunto il Bagnet Ross.
Nel 1932, per non contrariare il Duce, poco amante delle parole straniere, la Cirio indisse un concorso per trovare un nome italico al ketchup.
In finale arrivarono due nomi: Rubra e Vesuvio.
Vinse il latinissimo Rubra, vocabolo con il quale ancora oggi si chiama la salsa rossa.

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