L’aneto, pianta dai piccoli fiori gialli appartenente alla famiglia delle Umbrelliferae, è originario dell’India e nonostante sia molto simile all’anice ed al finocchietto ha un sapore decisamente più pungente ed aromatico rispetto a queste spezie.

Dell’aneto si utilizzano sia le foglie che i semi, quest’ultimi diventano aromatici una volta essiccati, prima non possiedono un odore gradevole.

Possiede molte proprietà, questo spiega l’utilizzo di questa pianta sin dall’antichità: già i Greci la utilizzavano per sedare attacchi epilettici e contrastare i sortilegi; nell’Antica Roma l’aneto era molto amato, veniva usata in abbondanti quantità nei cibi dei gladiatori, in quanto si riteneva che aumentasse la forza fisica.

L’aneto è antispasmodico e carminativo, ovvero favorisce l’espulsione di gas da stomaco ed intestino; grazie a queste proprietà, è perfetto in caso di coliche, crampi allo stomaco e singhiozzo.

Inoltre, l’aneto vanta proprietà diuretiche e depurative che lo rendono un grande alleato contro la cellulite in quanto aiuta ad eliminare le scorie che causano i liquidi in eccesso.

In vista delle fredde sere d’inverno, bere un infuso di semi di aneto è un ottimo rimedio per favorire la digestione e combattere l’insonnia; sin dal Medioevo infatti, veniva impiegato come rimedio naturale per queste problematiche.

Questa pianta è anche l’ideale per curare e rigenerare le unghie, semplicemente preparando un impacco con i semi frantumati o con le foglie.

Un’ultima interessante curiosità: negli Stati Uniti, i semi di aneto e di finocchio erano soprannominati meeting seed, ovvero i semi delle riunioni, perché venivano dati da masticare ai bambini per farli stare in silenzio durante i lunghi sermoni, per questo può essere considerato un antenato del chewingum!

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