Il rafano è una pianta erbacea originaria dell’Europa orientale, chiamata Barbaforte, Cren o dai francesi Senape dei tedeschi, perchè anticamente utilizzata dai popoli germanici per la preparazione di salse per accompagnare piatti di carne e pesce.

Questa pianta ha numerose proprietà benefiche:

Proprietà antibiotiche, grazie alla sinigrina, un olio presente nella radice del rafano, che oltre agli aspetti benefici, dona al rafano la particolare piccantezza che lo contraddistingue.

Proprietà antinfiammatorie per le vie respiratorie, con la radice di rafano si può preparare un ottimo infuso, un toccasana in caso di raffreddore e tosse, l’ideale per l’inverno.

Proprietà depurative, il rafano stimola la diuresi e contrasta la ritenzione idrica, la pianta perfetta per depurarsi dopo gli strappi alla regola delle vacanze estive!

Proprietà cardiovascolari, molto utile nel caso di ipertensione perché migliora la circolazione sanguigna.

Inoltre è poverissima di grassi e contiene poche calorie, per questo viene spesso consigliata nelle diete e a coloro che hanno problemi di digestione.

Il rafano, non è solo la “Senape dei tedeschi”, ma rappresenta un elemento chiave della tradizione culinaria italiana, in Basilicata infatti dal giorno di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio, al Martedì grasso, viene preparata la “Rafanata materana”, una frittata alta tipica della provincia di Matera, piatto di Carnevale, composta da uova sbattute, patate lesse schiacciate, mollica di pane sbriciolata e pecorino grattugiato, e poi l’immancabile radice di rafano grattugiata a crudo che dona al piatto il suo carattere distintivo. Nella tradizione lucana viene fatto grande uso del rafano, sia per le sue vantaggiose proprietà che per il suo gusto inteso che arricchisce molti piatti della tradizione, tanto da essere soprannominata il “tartufo dei poveri”.

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