La storia del curry in Europa ha inizio nel ‘700 quando i primi mercanti della Compagnia delle Indie tornarono in Inghilterra con al seguito la servitù indigena e l’abitudine al consumo di alimenti speziati e piccanti.

In India invece, viene impiegato fin dall’antichità, non solo per la preparazione di piatti speziati, ma anche per bevande ayurvediche depurative e rinvigorenti; oggi è conosciuto ed usato in tutto il mondo, ad esempio, ci sono delle variazioni di sapore e spezie in paesi come Portogallo, Thailandia, Giappone.

Il curry viene erroneamente considerato una spezia, ma in realtà è una miscela di spezie che vanta decine di ingredienti e differenti formulazioni, a seconda della regione e dell’etnia. Le diverse miscelazioni presenti in commercio, vedono il “Garam masala” la composizione di spezie più pregiata, ideale per carni e verdure; troviamo poi la miscela rossa “Tandoori” utilizzato per marinare le carni con yogurt cucinate nell’omonimo forno. Esistono tipologie di curry nettamente più piccanti, come i “Madras curry” ed il “Vindaloo curry” di Goa, adatta per le specialità agrodolci di questa regione, miscela dai sentori di zenzero e cannella, ideale per carni di maiale ed il pesce. Esiste anche un curry verde, chiamato Za’atar, una variante meridionale composta da origano, sesamo, timo e maggiorana.

Dati i numerosi ingredienti che lo compongono, il curry vanta numerose proprietà benefiche: grazie alla curcuma, una componente importante di questa miscela, è ricco di antiossidanti, rinforza il sistema immunitario e purifica il sangue. Il cumino invece, ricco di ferro, mantiene sotto controllo i valori del diabete, del colesterolo e dei trigliceridi; troviamo anche il coriandolo come ingrediente di numerose miscele, famoso per le sue proprietà defaticanti, tonificanti per il sistema nervoso e stimolanti per la digestione.

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