Marrons Glacés (PAT): marroni (castagne di grandi dimensioni) dolcificati, canditi e, poi, glassati. I marroni sono un emblematico esempio di prodotto diffuso, un tempo, come principale alimento di sostentamento delle povere popolazioni contadine delle vallate non solo piemontesi ma anche lombarde e toscane, e oggi, abilmente trasformato da piemontesi maestri artigiani pasticceri in preziosa delizia. Sono preparati in diverse zone del Piemonte, nel periodo autunno-invernale. Mantengono la forma del frutto prima della sua trasformazione, un sapore dolce e molto delicato ed una pezzatura variabile secondo le dimensioni dei frutti. Il prodotto finito si presenta integro e glassato fino al cuore. Per la loro preparazione sono utilizzate castagne del tipo “Marrone”, “Marrubia”, “Garrone Rosso” e “Garrone Nero”, coltivate in tutto il Piemonte. Per la canditura sono impiegati zucchero e vaniglia in bacca mentre, per la glassatura, zucchero a velo. Hanno origini assai lontane. Taluni ritengono che non siano originari del Piemonte ma che lì siano arrivati dalla vicina zona dell’Ardeche (Francia). In ogni caso, già il “grande dizionario della cucina francese” edito da Larousse, cita i M. G. di Torino come i migliori. L’antica tradizione castanicola piemontese consentì lo sviluppo di una intensa attività di trasformazione dei frutti del castagno, attraverso il perfezionamento dell’arte confetturiera e della pasticceria locale. La tradizione piemontese attribuisce ad un cuoco del Duca Carlo Emanuele I (1562-1630), il merito di avere introdotto per primo alla corte dei Savoia questo dolce. Il M. G. riceve così la propria consacrazione, tanto che la sua ricetta fu pubblicata anche nel “Confetturiere Piemontese”, libro edito a Torino nel 1766.

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