Grappa: denominazione riservata esclusivamente all’acquavite di vinaccia ottenuta da materie prime ricavate da uve prodotte, vinificate e distillate in impianti ubicati in Italia. Le grappe ottenute con metodi discontinui, sotto il profilo organolettico, si distinguono dalle altre generalmente per l’aroma tondo, equilibrato e privo di asperità, non di rado caratterizzato da una nota di confettura. Il colore è bianco brillante per le grappe giovani e giallo paglierino più o meno intenso per quelle invecchiate. Il titolo alcolometrico varia tra 40 e 45% vol. Si possono individuare quattro tipologie di G.: la Grappa Giovane, la Grappa Invecchiata, la Grappa Monovitigno e la Grappa Aromatizzata. La Grappa Giovane è chiamata anche “Grappa Bianca” per la sua trasparenza. Viene messa in bottiglia, pronta per il consumo, dopo un periodo di sei mesi in contenitori d’acciaio o di vetroresina. La Grappa Invecchiata, dopo affinamento in contenitori di acciaio per un periodo di circa sei mesi, è invecchiata in botti di legno almeno per un analogo periodo. A seconda del legno in cui viene contenuta e alla durata dell’invecchiamento, il colore si trasforma da bianco in paglierino fino a tonalità decisamente ambrate. La Grappa Monovitigno è ottenuta dalla lavorazione di vinacce provenienti da singoli vitigni, come ad esempio la “Grappa di Moscato”, di “Erbaluce”, di “Barbera”. La Grappa Aromatizzata è ottenuta con l’aggiunta in infusione di vegetali. Si citano, ad esempio, la “Grappa di Genziana” e la “Grappa di Mirtillo”. Grappa (code di distillazione): ultime frazioni del distillato ottenuto dall’alambicco che vengono separate dal “cuore del distillato” poiché contengono alcoli ad alto punto di ebollizione (oltre i 100°C) con sapori poco gradevoli. Verranno in seguito riunite alle teste di distillazione e ridistillate per recuperare l’alcol etilico che ancora contengono.

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