Copete (PAT): pasticcini composti da due ostie rotonde (10 centimetri circa) ripiene di frutta secca (noci e/o nocciole) amalgamata con miele o caramellata nello zucchero. Lo spessore finale del pasticcino è di circa un centimetro. Esse sono prodotte a Dogliani (Cuneo) e nel Monregalese nel periodo di novembre-gennaio. Le Coppette di S. Antonio (PAT), invece, sono una variante delle C.: trattasi di pasticcini preparati nel Tortonese (Alessandria) in occasione di Sant’Antonio (17 gennaio) e sono formati da due cialde quadrate (tipo wafer) di 8 centimetri di lato circa, ripiene di noci caramellate nel miele. Le ostie sono composte principalmente da farina di frumento. Questi pasticcini sono la conferma di un’antica tradizione nata nei conventi del Medioevo, quando i monaci preparavano biscotti e pasticceria secca avvalendosi, frequentemente, della stessa tecnica utilizzata per la preparazione delle ostie per la messa. Il termine “Copete” deriva molto probabilmente da cop, tegola.

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