Cioccolatiera: recipiente metallico con beccuccio (bricco) per preparare o mescere la cioccolata. La C. utilizzata nei monasteri spagnoli del Nuovo Mondo era un contenitore di forma panciuta in terra o in rame stagnato, materiali che trattenevano il calore. Nel XVII secolo, con la diffusione della cioccolata calda in Spagna, la latta e lo stagno abitualmente utilizzati, furono sostituiti da più nobili materiali quali l’argento, il vermeille (o argento dorato) e la porcellana. La C. era caratterizzata da un’impugnatura orizzontale, solitamente in legno pregiato, per evitare di scottarsi le dita. Il beccuccio era posizionato nella parte superiore in modo da evitare il deposito del cioccolato. Un’apertura al centro del coperchio consentiva l’inserimento di un frullino, per rendere fluida ed omogenea la bevanda. Alla base della C., solitamente rialzata da tre piedini, era posto un fornellino. La prima cioccolatiera d’argento di cui si abbia documentazione fu offerta a Luigi XIV dall’ambasciatore del Siam, nel 1686. Alla fine dell’Ottocento, l’avvento della fine e solubile polvere di cacao rese superflui i piedini ed il fornello.

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