Caramella: prodotto di confetteria ottenuto mediante la cottura di zucchero e di glucosio (per impedire la cristallizzazione) con l’aggiunta di essenze e di additivi che gli conferiscono l’aroma, il gusto ed il colore desiderati. La prima C., nella forma di bastoncini di zucchero di canna, fu importata dalla Siria da Goffredo di Buglione, all’epoca della prima Crociata (1097-1099). La loro vera origine è tuttavia legata alla diffusione dello zucchero ottenuto dalla lavorazione industriale della barbabietola e, conseguentemente, alla scoperta ed alla produzione di confetti, di tondini di zucchero aromatizzati e di pasticche di orzo per “mollificare la tosse”. La principale differenza tra la C. e la pastiglia consiste nel fatto che nella prima la tecnologia di lavorazione prevede la cottura degli ingredienti, mentre nella seconda occorre seguire un processo a freddo. L’industria confetturiera ha avuto, negli anni, alterne fortune. In Piemonte, soprattutto dopo la prima guerra mondiale, sorsero numerose fabbriche di caramelle e, pare che la loro diffusione in Italia, sia stata facilitata dalla notorietà acquisita dalla cantante di musica leggera Tonina Torrielli, impiegata in una fabbrica di dolciumi e per questo soprannominata la “caramellaia di Novi Ligure”. Dopo la crisi del settore degli Anni ‘70 (campagne pubblicitarie contro l’utilizzo di sostanze coloranti e diffusione dell’idea che la C. fosse nemica dell’igiene orale, a causa del suo elevato contenuto di zuccheri) oggi si assiste alla rinascita della confetteria piemontese. Tra i prodotti legati alle tradizioni piemontesi si segnalano la Caramella Gianduja, le Caramelle Classiche Dure e le Pastiglie di Zucchero della Tradizione Torinese.

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