Bra (DOP): formaggio prodotto in due diverse tipologie, con relative sottodenominazioni tenero e duro, nell’intera provincia di Cuneo. La forma è cilindrica con facce piane, il diametro è di 30-40 centimetri, lo scalzo è alto 7-9 centimetri ed ha impresso il marchio di origine; il peso è di 6-8 chilogrammi. B. tenero: formaggio grasso a pasta cruda pressata, prodotto con latte intero vaccino ed, eventualmente, modiche quantità di latte ovicaprino; lo scalzo è leggermente convesso; la crosta, sottile ed elastica, è grigio chiara; la pasta è di colore bianco crema, è elastica ed ha un’occhiatura piccola e regolare ben distribuita; il sapore è dolce e delicato; la stagionatura è di almeno 45 giorni. B. duro: formaggio semigrasso a pasta cruda pressata, prodotto con latte vaccino parzialmente scremato ed, eventualmente, modiche quantità di latte ovicaprino; lo scalzo è diritto. La crosta è dura ed è di colore beige scuro. La pasta è di colore paglierino o giallo ocra, l’occhiatura è minutissima e ben distribuita. Il sapore è piccante e sapido con profumo gradevole. La stagionatura è di almeno 6 mesi. Le sue origini sono remote e strettamente correlate alla transumanza dei pastori piemontesi, così come racconta Catone (234-149 a.C.) nel “De agricoltura”. Essi, infatti, raggiungevano gli alpeggi nel mese di giugno, per poi abbandonarli nel mese di settembre, differenziando la loro produzione casearia in formaggi di pronto consumo (Bra tenero), per sfamarsi durante il periodo di lontananza da casa, ed in forme ottenute da latte scremato che si prestavano alla stagionatura (Bra duro). Fino ad inizio ‘900, questa tipologia di formaggio era conosciuta con i nomi generici di furmagg o di nostrale.

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