Natura è piacere è la linea di salse biologiche e senza glutine della Tuttovo, azienda con oltre 20 anni di esperienza e certificata bio e integralmente gluten free, presente sul prontuario AIC (Associazione Italiana Celiachia) con i suoi prodotti.

La scelta del bio è legata all’esperienza personale dell’amministratore della Tuttovo, Claudio Fantolino, che da giovanissimo si è avvicinato al mondo della macrobiotica che ha frequentato assiduamente per diversi anni.

La scelta del senza glutine è stata ancora più semplice: due membri della famiglia sono celiaci e di conseguenza è stata del tutto spontanea l’adesione al comparto del senza glutine.

Da sempre natura è piacere è attenta non solo alla celiachia, ma anche alle altre numerosi intolleranze alimentari. Visitando il sito web è possibile trovare la tabella che evidenzia gli eventuali allergeni presenti nelle salse. Questo consente al consumatore di fare scelte consapevoli rispetto alla salute.

Dal 2014, l’azienda ha ottenuto anche la certificazione VeganOk.

Su circa 40 salse, ben 18 sono Vegane con il relativo bollino direttamente in etichetta.
Inoltre, natura è piacere produce ormai da molti anni due maionesi particolari:

Ecco quanto afferma il sig. Fantolino:

“Troppo spesso il biologico è banalizzato associandolo al “cibo pulito”.
Sicuramente il biologico è il “cibo pulito”, ma è in realtà molto, molto di più.

Biologico vuole dire innanzi tutto la salvaguardia del territorio, della biodiversità, il divieto dell’uso degli OGM, e rispetto del benessere e della salute degli animali.

Il rapporto del bio con gli animali è abbastanza vicino a quello che c’era una volta nelle campagne italiane.
Gli animali erano animali, ma li si trattava con rispetto ed attenzione.

Dovevano stare al posto loro assegnato nell’ordine divino e sociale, ma erano accuditi con cura, anche perché rappresentavano delle rilevanti risorse economiche.
Chi maltrattava gratuitamente gli animali era oggetto di riprovazione e condanna, e considerato da tutti una persona stupida!

Altro avviene oggi nell’allevamento convenzionale e intensivo, dove gli animali sono macchine, che devono produrre con ritmi e tempi del tutto fordisti”.

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